Corsi Autunnali – prima parte

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Anche per la stagione autunnale 2014 sono in programma diversi corsi, incominciamo dunque a segnalarvi le prime iniziative, che coinvolgeranno, a partire da ottobre, le zone di Cadoneghe ed Este.

L’ARTE E LA GRANDE GUERRA : Un corso per analizzare, nel centenario della Grande Guerra, gli effetti che questa ha avuto sul mondo dell’arte. Il corso avrà luogo in 6 incontri che si terranno ogni giovedì dal 16 ottobre al 20 novembre 2014 dalle ore 20.30 alle ore 22.00 presso la sala “Italo Calvino” a Cadoneghe (PD).
Il contributo per la partecipazione è di 40 euro, al raggiungimento dei 15 partecipanti, la quota sarà portata a 30 euro.

Scarica il volantino: Arte e Grande Guerra

IL CLASSICO. UN PERCORSO TRA ARTE ANTICA E MEDIOEVO: A partire dai canoni antichi – primo fra tutti il canone di Policleto, che ha informato le opere del periodo Classico greco, ispirando anche ricerche sul modulo architettonico, si seguirà lo sviluppo della teoria estetica e la sua ripresa in vesti rinnovate durante le varie “rinascenze” dell’età medievale.
Il corso, frutto della collaborazione fra le Associazioni Fantalica e Villeggiare, costituisce il primo momento di DIDARTES, un percorso formativo ad ampio respiro che per il 2014/2015 si articolerà in diversi corsi che ruoteranno intorno al tema Classico/Contemporaneo. La presenza dell’antico nella cultura occidentale. Sarà articolato in 5 incontri, che si svolgeranno ogni martedì alle 20.30, dal 14 ottobre all’11 novembre 2014 presso la Casa delle Arti, via dell’Atleta, 1 a ESTE (PD).

Il contributo di partecipazione è pari a € 60, più € 10 di quota associativa a Fantalica.
Serata di presentazione gratuita (su prenotazione): presso la Casa delle Arti, martedì 30
settembre, ore 19.

Scarica il volantino: Classico

Per novembre sono in programma nuove iniziative a Padova e Mirano, continuate a seguirci.

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Perché “vedere Venezia”?

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Se osserviamo le discussioni su giornali e media in genere sulla cultura e sui sistemi di esposizione notiamo che, specie negli ultimi tempi, essa si concentra sul sistema delle Soprintendenze e dei musei.

Si parla spesso di gestione aziendale dei beni culturali, del loro marketing, e poi, nella stessa frase, si dice che bisogna rifarsi ad un modello (inglese, francese, tedesco, a seconda di chi parla). Domandiamoci però una cosa: è così che deve funzionare? Se seguiamo un corso di marketing, anche semplice, viene spiegata una cosa: un prodotto si differenzia sul mercato sfruttando i propri punti di forza, le proprie peculiarità, la propria identità. Qual è l’identità italiana? Se andate a visitare una capitale straniera, specialmente nel nord dell’Europa, sarete inevitabilmente attirati nei grandi musei o in specifici monumenti identitari che costituiscono un simbolo della città o della nazione che li ospita.

Trasportiamo il modello in Italia e a Venezia e ci diremo che dobbiamo vedere Piazza San Marco o le Gallerie dell’Accademia. Eppure se ci muovessimo per Venezia con il solo scopo di visitare quei luoghi, ci mancherebbe qualcosa. Non ci si può muovere per una città con ponti e canali come ci si muove per una città che usa la metropolitana. Venezia è una città che aborre la linea retta, per andare dal punto A al punto B ci sono molte strade, e quella che sembra più breve molto spesso si interrompe. Palazzo Mastelli in Venedig

Tuttavia è proprio la non-linearità che costituisce il bello. Trovarsi di fronte l’inaspettato, lo sconosciuto, o forse semplicemente qualcosa che ha una storia propria e personale da raccontare e condividere. L’Italia si distingue dalle altre nazioni europee per essere stata a lungo un luogo di incontri e di scambi, di formazione di idee nuove e assolutamente non monolitiche e Venezia è qualcosa di unico proprio in questo: un luogo che muta continuamente nel tempo: una città con origini leggendarie, poi un pezzo di Oriente, poi città fantastica nelle sculture di Tullio Lombardo e nelle invenzioni pittoriche di Carpacciocarpaccio_029_vita_santo_stefano_1514, poi nuova Costantinopoli e terza Roma per Sansovino, poi invenzione barocca e infine splendore rococò nei sogni di Giambattista Tiepolo, che la vide, forse, come madre del futuro. Un futuro che continua a vivere nella città viva e scrostata di Giacomo Favretto Traghetto_della_Maddalena_500x290

O ancora le sincopate sinfonie di Luigi Nono, così adatte ad una città in continuo mutamento.

La nostra Associazione nasce con lo scopo di indicare e accompagnare le persone alla scoperta degli angoli, delle storie che essi raccontano, come viaggio alla scoperta di se stessi, della propria ricchezza culturale, delle possibilità di scoperta che ognuno di noi ha nella propria vita.

Venezia, il Veneto e poi, chissà, l’Italia e oltre sono il luogo ideale per questo viaggio: un crogiolo alchemico di storie e Storia che si riflettono nel territorio, anzi lo plasmano e costruiscono come luogo della vita per l’uomo. Per iniziare questo percorso, nell’autunno 2014 proponiamo quattro visite guidate a quattro chiese di Venezia, intese proprio come scrigni di storia, luoghi in cui l’esperienza umana ha costruito qualcosa di unico, che merita di essere ammirato e compreso per essere, per quanto possibile, costruito sotto nuove forme. Una Venezia scoperta rigorosamente a piedi, con tempi lunghi, per guardarsi intorno e approfondire il più possibile gli argomenti e le curiosità. Per chi fosse interessato a partecipare, pubblichiamo il volantino.

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Settimana Aperta: dal 22 al 26 settembre 2014

Segnaliamo quest’interessante iniziativa proposta dall’associazione Fantalica.
Raccomandiamo particolarmente l’incontro del 26 settembre tenuto dalla nostra vice presidente, la dott.ssa Loredana Pavanello

Fantalica Arte

Per far conoscere maggiormente le attività previste per il periodo autunnale, l’Associazione Culturale Fantalica, propone ai soci e a tutti gli interessati, una settimana di eventi e laboratori aperti e gratuiti che avranno come elemento comune la volontà di sensibilizzare all’arte e all’utilizzo creativo e consapevole del proprio tempo libero.

INGRESSO GRATUITO

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Borghi da riscoprire: Borghetto sul Mincio

 

photo.246.01Nel 2001 è nato un club che si propone di valorizzare e far conoscere i piccoli borghi della Penisola; piccoli gioielli spesso sconosciuti ma che racchiudono una grande bellezza.

Tra i 28 borghi finalisti spicca anche il piccolo abitato di Borghetto sul Mincio, piccola frazione del comune di Valeggio. Il paese è posto alla base della valle dell’omonimo corso d’acqua.

La posizione molto favorevole, si trovava un guado sul fiume, favorirono degli insediamenti fin dai tempi dell’eta del Bronzo, conobbe poi anche la colonizzazione degli Etruschi, testimoniata da scavi compiuti nel corso del XX sec.

Borghetto conobbe un periodo di rinascita dopo le invasioni barbariche grazie ai Longobardi a cui si deve anche il toponimo ( insediamento fortificato). La sua posizione di confine fra il territorio visconteo e scaligero portarono alla costruzione di varie opere difensive all’interno del territorio. Gli Scaligeri eressero un castello, di cui oggi rimane una poderosa torre merlata. Sul finire del XIV sec. Gian Galeazzo Visconti volle la costruzione di un ponte fortificato che fungesse anche da dogana per le varie merci che transitavano attraverso il Mincio. Il ponte faceva parte di un poderoso sistema fortificato chiamato Serraglio, voluto dal Visconti per difendere il confine orientale del ducato.

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Nel corso dei secoli successivi Borghetto fu testimone nel 1796 di uno scontro  tra gli eserciti napoleonici e quelli austriaci; l’abitato fu coinvolto, in epoca rinascimentale, nelle varie guerre d’Indipendenza fra i Piemontesi e gli Austriaci.

Interessante la chiesa dedicata a san Marco Evangelista; in stile neoclassico (1795) venne eretta in sostituzione del precedente edificio romanico dedicato alla Vergine. La torre campanaria risale alla seconda metà del XIV sec; all’interno è presente una delle campane più antiche di tutto il territorio veronese.

Il paese è attraversato dalla pista ciclabile che collega Mantova con Peschiera, realizzata sul percorso della dismessa ferrovia che collegava le due città.

Oggi Borghetto si presenta come un tranquillo borgo, fuso in maniera simbiotica con il fiume Mincio. I tre mulini, testimoni del tempo, conferiscono all’abitato un aspetto romantico che può essere maggiormente apprezzato quando, nelle fredde mattine autunnali la nebbia ricopre il paese.