Paolo Veronese: l’illusione della realtà – recensione

1_-National_Cristo_MaddalenaIl 2014 può essere definito l’anno di Paolo Veronese, a lui vengono infatti dedicate quattro mostre ed una serie di percorsi collaterali, per esplorare la sua opera sterminata di pittore poliedrico: artista della bella società, pronto ad affrescare le ville del patriziato veneziano e a collaborare con Andrea Palladio. Oppure il “Veronese religioso”, uno degli artisti a seguire, apparentemente, in modo più fedele possibile i dettami del Concilio tridentino in fatto di composizione delle opere, ma al tempo stesso finito più volte nel mirino dell’inquisizione. Il volto più noto dell’artista è quello di “Veronese profano”: il pittore capace di rendere al meglio lo splendore di una società ricca e colta che si rispecchiava nelle storie degli eroi dell’antichità classica. Oppure ancora, il pittore di Stato, forse il massimo artefice del “mito di Venezia” che trova la sua massima espressione nelle tele per il Palazzo Ducale. E ancora, il pittore-imprenditore, il figlio di uno scalpellino, di uno spezapedra, che saprà mettere in attività (con il fondamentale aiuto del fratello Benedetto) una bottega che gli permetterà di entrare a pieno titolo nell’intellighenzia della Serenissima.

La mostra principale di questo percorso ha sede nella città natale di Paolo, presso il Palazzo della Gran Guardia dal 5 luglio al 5 ottobre. Sicuramente non è facile restituire la complessa figura del Veronese in una mostra, ma possiamo dire che l’appuntamento a cura di Paola Marini e Bernard Aikema riesce bene nell’intento. Un aiuto fondamentale viene dai locali del Palazzo della Gran Guardia che consentono, con la loro monumentalità, di dare il giusto respiro alle opere di grandi dimensioni che caratterizzano la produzione della bottega veronesiana, particolarmente felice è la collocazione delle quattro Allegorie d’Amore normalmente esposte alla National Gallery di Londra e che costituiscono uno dei cicli più famosi usciti dal pennello di Paolo Caliari, che nelle quattro storie racconta in forma sintetica l’ideologia amorosa che costituiva uno dei cardini della società veneziana del Cinquecento. 7_London_Veronese_-_Allegory_of_love_Happy_union

Questa ideologia è espressa anche in altre opere presenti in mostra, come il ritratto femminile comunemente conosciuto come La bella Nani, che rappresenta il ritratto ideale della giovane moglie veneziana dell’epoca. Quest’opera distingue chiaramente Veronese rispetto al suo contemporaneo Tiziano, forse il più grande ritrattista della storia. Il ritratto veronesiano non vuole rendere una persona particolare, in questo caso Giustiniana, “la bella Nani”, non ha la capacità di resa psicologica del cadorino. Tiziano ritrae papa Paolo III e ne trasmette l’astuzia di incredibile e rapace uomo politico, nel suo soggetto, Veronese vuole invece raffigurare (e costruire) una figura ideale. Il soggetto non è una donna in carne ed ossa, è una nobile signora il cui status è definito dagli accessori che porta: le perle, i gioielli, il vestito, il tipo di acconciatura, ma in questo caso il ritratto diventa una maschera che cela la personalità dell’essere umano, si cerca la figura ideale.

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Si tratta, ovviamente, di una scelta voluta, in un’altra delle opere più significative della mostra, la Pala Bonaldi (Madonna con il Bambino e Santi, 1562-64, proveniente dalle Gallerie dell’Accademia) in cui i santi sono i ritratti fedeli della famiglia che ha commissionato l’opera, che rappresenta per di più un toccante momento familiare: il san Giovannino, ritratto di spalle, ritrae un bambino prematuramente scomparso, a cui l’opera è idealmente dedicata come ricordo funebre.

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La mostra è costruita inoltre per far risaltare in modo efficace le varie fasi di realizzazione delle opere e presenta moltissimi disegni del repertorio veronesiano: dagli schizzi in cui le figure prendono appena forma, alle opere rifinite, che l’artista sottoponeva probabilmente ai committenti per averne l’approvazione o per discutere i dettagli da ritoccare.

Per gustare meglio le ultime sezioni di mostra, si consiglia di procurarsi delle riproduzioni delle opere presenti a Palazzo Ducale, in quanto sono presenti i disegni che le riguardano, ma giustamente le tele non sono state spostate, dunque è meglio procurarsi un termine di paragone per gustare meglio i disegni esposti a Verona.

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